L'evento

Il Mobility Innovation Tour è un evento itinerante dedicato al trasporto pubblico, promosso dalla Vte Public Relations in collaborazione con l’Università di Genova, il CIFI e il supporto di associazioni di categoria e soggetti di ricerca.

La rassegna, che nel 2020 giunge alla sua terza edizione, rappresenta l’appuntamento primario per il settore del trasporto pubblico italiano grazie alla partecipazione dei più importanti stakeholder. La copertura media prodotta consente di elevare i temi dal piano locale a quello nazionale alimentando un dibattito che ha come basi l’innovazione dei sistemi di trasporto e la transizione energetica.

Il Mobility Innovation Tour, che vanta la partecipazione di operatori nazionali e internazionali, da sempre si pone l’obiettivo di essere una piattaforma per progetti con un forte gradiente di innovazione rivolto agli organi preposti ad attuare le scelte di programma.

Il Mobility Innovation Tour è una vetrina in grado di proporre un distillato delle migliori tecnologie oggi disponibili e rilanciare l’offerta con un focus dedicato ai sistemi in via di sperimentazione.

Il contesto

Per essere ‘smart’ servono investimenti. La parolina inglese fa da cappello praticamente a tutte le sfide che il tpl si trova di fronte: bigliettazione elettronica, veicoli intelligenti (e sostenibili), smart road, e tanto altro. Le precondizioni? Investimenti in grado di dare la scossa al tpl e rilanciarlo. Lo chiede anche la Commissione europea, che ha messo al centro dell’attenzione il veicolo connesso e a guida autonoma. Un tema che è già terreno di battaglia tra le grandi case costruttrici.

La transizione

Il tpl si trova di fronte a una molteplice serie di cambiamenti: da un lato è immerso, come tutto e tutti, nella straripante ondata tecnologica in corso, dall’altro si prepara ad assorbire un radicale mutamento organizzativo. Le due spinte convergenti cambieranno il modo di vivere le città. In questo nostro giro d’Italia ci proponiamo di analizzare come cambieranno i mezzi pubblici e il nostro modo di pensarli, utilizzarli e quindi di concepire i contesti urbani. L’idea è quella di descrivere le esperienze e le evoluzioni delle più importanti aziende di tpl e dei più interessanti produttori di mezzi pubblici. Questo il cuore delle giornate a cui affiancheremo, a seconda delle tappe, focus e player diversi. Lo scopo è quello di intercettare diverse innovazioni che provengano da sviluppi diretti del settore, dalla filiera dei fornitori, da PMI o da startup innovative, ma anche da player di settori limitrofi da cui mutuare soluzioni.

Le innovazioni presentate quindi non riguarderanno solo il prodotto in sé, ma anche le novità organizzative e legate ai processi produttivi, per esempio all’Industria 4.0, agli eventuali nuovi modelli di business e alle nuove dinamiche di fabbrica. Questo perché da un lato è impossibile prevedere le evoluzioni della tecnologia, dall’altro perché sempre di più le nuove soluzioni nascono dal passaggio di strumenti, tempi e metodi dalla vita alla fabbrica/azienda/impresa e non viceversa come è stato nelle precedenti rivoluzioni industriali. Come detto, ogni tappa avrà un suo focus, tenendo però ben presente che alcuni confini tematici sono molto labili. Uscendo dalle semplificazioni e facendo qualche esempio concreto, mobilità sostenibile vuol dire anche ridurre l’impatto ambientale nei processi produttivi. Un modo come un altro per sottolineare uno degli impatti maggiori dell’Industria 4.0 che, a volte, si traduce in ROI, abbattendo i consumi e gli sprechi di materie prime.

Integrazione

Lo sviluppo urbanistico e il graduale recupero dei centri storici ha implicato una progressiva riorganizzazione della città, la quale ha determinato diversi cambiamenti nelle abitudini della popolazione. Una maggiore attenzione all’ambiente con la limitazione delle emissioni (anche acustiche) ha richiesto lo sviluppo e l’implementazione di regole e strumenti per la mobilità armonizzate sia a livello comunitario (Unione Europea) che nell’ambito delle linee guida proposte da UITP: l’integrazione modale si è dimostrata fattore imprescindibile in questo processo che vede il veicolo come elemento intermedio tra il sistema globale di mobilità e le relative ricadute infrastrutturali e i sottosistemi che lo compongono.

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